Come vincere la paura di volare

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Generalmente la paura di volare si può annoverare tra i disturbi d’ansia. Ogni passeggero o aspirante tale ha la propria storia: per es. a volte basta la morte di un amico in un incidente d’auto, un viaggio in aereo con qualcuno che ci contagia con la paura dell’alta quota o un sogno in cui precipitiamo da un aereo per scatenare il terrore del volo.

In ogni caso si possono separare le fobie semplici, che derivano da un trauma in volo (come una turbolenza violenta o un atterraggio di emergenza), da quelle complesse, in cui alla paura di volare si unisce quella di lasciarsi andare o di perdere il controllo. Prendere il volo, metaforicamente, vuol dire andare oltre ciò che è conosciuto ed entrare in un territorio inesplorato. Questo può contrapporsi a una situazione prevedibile che consente di avere un controllo, seppure illusorio, della propria vita. Il classico esempio è la scelta dell’auto a discapito dell’aereo per spostarsi: l’illusione è che da un incidente d’auto si possa sempre uscire incolumi, anche se le statistiche sono a favore del volo.

L’aerofobo vive il seguente paradosso: poiché ha paura, esamina con la mente tutti gli incidenti possibili (distacco di un motore, malore del pilota, perdita di pressurizzazione ecc…) e le potenziali soluzioni; ma più lo fa, più il controllo gli sfugge, aprendo le porte al panico. L’unica soluzione possibile a quel punto rimane quella dell’evitamento.

Le terapie che si sono dimostrate più efficaci per questo problema sono la terapia Emdr e quella cognitivo-comportamentale: queste non eliminano la paura, ma la rendono gestibile: l’idea di controllare completamente un’emozione è illusoria. E poi la paura è utile perché ci fa reagire ad un pericolo. Il problema è che in una fobia l’ansia scatta anche quando il pericolo non c’è e porta ad accumulare immagini e pensieri catastrofici.

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