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Come gestire la paura dopo Parigi?

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Dopo gli attentati di Parigi, non solo per i familiari delle vittime, ma per la popolazione europea in generale ci sono state conseguenze psicologiche rilevanti, ed è apparsa  una paura che si manifesta anche nei comportamenti quotidiani e rischia di condizionare la nostra vita. I continui allarmi correlati alla paura di essere vittime di un attacco terroristico sembrano aumentare le risposte cariche di tensione, addirittura i comportamenti isterici (l’ultimo episodio si è verificato alla stazione Termini di Roma). Ciò crea sempre più ansia, paura e insicurezza, creando vissuti d’impotenza e facendoci percepire il mondo esterno sempre più incontrollabile. Il tutto è unito alla sensazione che lo Stato non dia risposte ai continui furti, alle violenze private, alla presenza di immigrati e nomadi nelle nostre città, fonte continua di tensione.
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Amore, che sofferenza!

mal damorePerché il “mal d’amore” ci procura tante sofferenze?

 Dall’ antichità fino ai nostri giorni non è cambiato molto in tema di sofferenza d’amore. Ma perché chi soffre d’amore va incontro a sofferenze fisiche e emotive, anche a rischio della salute? E perché questo è valido per tutti, dalle persone più emotive a quelle più razionali? È abbastanza recente la scoperta che essere lasciati attiva le stesse aree cerebrali del dolore fisico, ovvero la corteccia cingolata anteriore. Ma perché il nostro cervello considera equivalenti il dolore sociale e quello fisico? Perché anche l’esclusione sociale può essere pericolosa per la nostra sopravvivenza. Infatti da piccolo l’uomo necessita dei genitori per avere cibo e protezione e da adulti essere esclusi dal gruppo può essere altrettanto pericoloso, in una società di cacciatori- raccoglitori quali eravamo agli albori della civiltà. Perciò, la rottura dei rapporti va evitata proprio come i dolori fisici, perché nella nostra memoria ancestrale avvertiamo che mette a rischio la vita.
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Geni si diventa!

genialitaSecondo uno studio della Cambridge University il talento senza applicazione non conta nulla, infatti, la genialità sarebbe composta da una scintilla, una buona conoscenza e tanto lavoro. In conclusione questo studio afferma che la genialità non è una dote innata. Per diventare grandi scienziati o grandi musicisti o dei campioni nello sport servono un minimo di predisposizione, ottimi insegnanti, e la ferrea volontà di diventare i migliori. Se siete tra coloro che ammirano sconsolati i capolavori dei grandi, siano essi scrittori, pittori, scienziati, o sportivi, pensando che competere con la loro eccellenza sia impossibile, non disperate perché essere un genio non è solo questione di nascita e quindi di fortuna: la genialità può essere coltivata giorno dopo giorno, lavorando sodo e impegnandosi con dedizione.
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Infatuazione: è vero amore?

Infatuazione

Quali sono le principali differenze tra vero e proprio innamoramento e una semplice infatuazione? Cosa succede ad una coppia in cui le caratteristiche e i lati del carattere del partner che ci hanno fatto innamorare col tempo, nel rapporto, diventano addirittura insopportabili? Perché quelle cose che ci hanno provocato affetto, attrazione, arrivano a suscitare rancore?
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La forza della stupidità

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L’hanno definito “sovrastima delle proprie capacità” ed è l’effetto Dunning-Kruger (dal nome degli autori che l’hanno per la prima volta descritto), cioè un comportamento, causato dal pensiero, frequente e presente in ognuno di noi, che a fare o sapere qualcosa siamo migliori di quanto siamo in realtà. Non sono esenti da questo effetto neanche alcuni premi Nobel, come Linus Pauling (nobel per la chimica e per la pace), che propugnava l’idea che attraverso mega dosi di vitamina C si potevano combattere le malattie, pure il cancro. Dunning e Kruger hanno fatto una serie di esperimenti e osservazioni che hanno portato sempre alla stessa conclusione: le persone non sono quasi mai in grado di giudicare correttamente le proprie capacità.
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Psicosomatica: come interagiscono mente e corpo?

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Finalmente l’idea che mente e corpo fossero due entità ben distinte è stata superata, infatti le ultime ricerche ci dicono che mente e corpo sono molto legate e si influenzano reciprocamente. La scienza che studia questa interazione è la psicosomatica, la quale tratta tutti quei disturbi organici di origine psicologica, cioè malattie non dovute principalmente a motivazioni psicologiche, ma che dalla mente vengono agite attraverso il corpo. Ormai è comprovato che essere sereni aiuta il nostro corpo a stare meglio.
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