Attacchi di panico

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attacco di panicoSecondo la definizione più classica l’attacco di panico è un episodio di intensa paura che ha solitamente un esordio improvviso, la parola infatti deriva dal greco Pan e significa rumore stridente che può spaventare. Nella norma questi episodi hanno una durata che va dai 15 ai 20 minuti, anche se sembrano infiniti e dolorosi e provocano nell’individuo uno stato di angoscia, di ansia, come se dovesse arrivare un pericolo imminente. Questi episodi vanno a compromettere la normale capacità di ragionamento e per quanto riguarda le sensazioni fisiche quelle che vengono riferite più spesso sono palpitazioni, sudorazione, vertigini, dispnea e tremori.

Esiste una stretta connessione tra attacchi di panico e ansia, questo perché un attacco di panico può essere il risultato di un periodo di ansia e stress, e viceversa lo stesso attacco di panico tenderà a provocare e a lasciare l’individuo in uno stato di ansia protratto. Tra le cause principali ci sono sicuramente dei moventi che causano nell’individuo un forte stress fisico, come l’essere vittima di violenze, un importante impegno sul lavoro, problemi finanziari, o derivare da situazioni che provocano una forte tensione emotiva, una nuova convivenza, il matrimonio, una separazione.

Diagnosi e cura di un attacco di panico

Per la diagnosi di Disturbo di Panico sono richiesti almeno due attacchi di panico inaspettati, seguiti da almeno 1 mese di preoccupazione persistente di avere un altro attacco di panico. I contenuti comuni delle paure che le persone provano durante una crisi di panico sono:

  • La possibilità di morire (es: attacco cardiaco)
  • Perdere il controllo
  • Impazzire
  • Perdere coscienza
  • Comportarsi in modo strano
  • Urlare

Le crisi di panico che seguono delle minacce reali, ad esempio la paura di una grave incidente, sono giustificate, purché di lieve intensità, perché servono a proteggere l’individuo dal dolore, da un danno fisico o dal disagio. Diversamente da queste situazioni di allarme reale, invece, le crisi in risposta a minacce minime o interpretate in modo errato possono essere considerate simili all’innesco di un falso allarme, e possono essere sconcertanti e perciò particolarmente preoccupanti.

La sensazione che accompagna più spesso queste reazione apparentemente immotivate è quella di sentirsi in trappola, per cui l’individuo tenderà ad evitare situazioni e luoghi in cui possa realizzarsi questa possibilità. E ogni nuovi attacco di panico, qualora dovesse verificarsi in un altro tipo di situazione o luogo, non farà altro che incrementare la lista dei contesti da evitare.

Nella cura degli attacchi di panico con o senza agorafobia, la forma di psicoterapia che la ricerca scientifica ha dimostrato essere più efficace, nei più brevi tempi possibile, è quella “cognitivo-comportamentale”, mentre sostanzialmente è controindicato affidarsi ai farmaci, qualora si voglia farlo e non solo come terapia esclusiva, ci si affida spesso alla categoria farmacologica delle benzodiazepine e antidepressivi, spesso impiegati in associazione.

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