AUTOSTIMA: che cos’è e come si rafforza

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L’autostima può essere definita come la valutazione che il soggetto ha di sé e della qualità nelle relazioni con gli altri: come sono? Sono adeguata, degna, amabile? Sono capace, piacevole, competente? E in che misura? Più o meno di altri? Quali sono i miei punti deboli e quali quelli forti? Questi ed altri interrogativi sono contenuti costantemente nei nostri pensieri e tutto quello che ci capita ha per noi una valenza autovalutativa in senso positivo o negativo.

L’autostima, quindi, è il valore che diamo a ciò che ci riguarda, ai nostri aspetti, alle nostre caratteristiche, a come ci vediamo. È basata sulla combinazione di: 1) informazioni oggettive riguardo se stessi e 2) valutazione soggettiva di quelle informazioni. È il rapporto tra come ci vediamo (autovalutazione) e come vorremmo essere, cioè il nostro ideale, le cose importanti per noi (aspirazioni). Le aspirazioni dipendono sia da desideri e ambizioni (ovvero come ci piacerebbe essere) sia dalle regole morali o sociali importanti per noi (ovvero come dovremmo essere). Avere una buona autostima vuol dire quindi avere una visione realistica di sé e delle proprie caratteristiche (qualità e difetti), e non valutarsi troppo negativamente per quest’ultimi né troppo positivamente per i pregi. I problemi di autostima iniziano quando vi è molta discrepanza tra come ci vediamo (cioè il nostro sé reale) e come vorremmo essere (cioè il nostro sé ideale).

I requisiti di una buona autostima sono:

  • Consapevolezza del proprio valore, delle proprie capacità e potenzialità;
  • Accettazione dei propri limiti, delle proprie debolezze e inadeguatezze;
  • Fiducia nel saper affrontare e risolvere problemi;
  • Essere pronti a rischiare anche un fallimento.

Il concetto che una persona ha di sé si forma a partire dai primi anni di vita sulla base di diverse variabili, quali le relazioni precoci, le esperienze vissute, la storia di apprendimento, il tipo di educazione ricevuta. Una delle determinanti più importanti è l’immagine di sé che viene riflessa dalle persone più significative (genitori, familiari, insegnanti, amici…), che vengono assunte dal bambino come punto di riferimento. Lo stile relazionale dei genitori e delle figure di riferimento sono molto importanti poiché sono una sorta di “modello” e il fatto che certi nostri comportamenti e modi di pensare siano stati rafforzati o puniti ci “modella” nel senso che ci porta a definire i nostri valori, il nostro modo di pensare (anche a noi) e di agire. L’idea che abbiamo di noi dipende dalle norme/valori tipici del contesto in cui cresciamo e viviamo e dalle nostre esperienze di successo e fallimento: se io non sono bravo a scuola, e in famiglia andare bene a scuola è un valore importante, la ricaduta sulla mia autostima sarà negativa, mentre non sarà così negativa se la mia famiglia non valuta di particolare importanza lo studio (norme/valore del contesto); allo stesso modo se io sarò promosso o bocciato ciò avrà una diversa ricaduta sull’immagine che ho di me (esperienza).

A livello generale possiamo immaginare quanto segue:

  • Chi sperimenta bassa autostima, non sentendosi sufficientemente sicuro del proprio valore e delle proprie qualità, spesso si sente inadeguato, incapace, tende a non dare importanza ai propri bisogni, evita di scegliere e agire per un eccessivo timore di sbagliare, è insicuro e a difficoltà nel cercare una soluzione ad un problema. Quando ha un insuccesso soffre molto, associando l’accaduto esclusivamente ad una propria mancanza, mentre nei successi tende a svalutarli e/o sminuire il proprio impegno e risultato;
  • Un buon livello di autostima motiva a trattare l’altro con rispetto perché chi si sente bene con se stesso non trova necessario sminuire l’altro per sentirsi migliore;
  • Inoltre soltanto chi crede che i propri pensieri, emozioni, bisogni siano degni di valore può pensare che debbano essere espressi, e una buona autostima fa si che la persona si senta degna di essere accettata per quello che è, ritenendo appropriato esprimere se stesso;
  • Infine esercitare il diritto e la responsabilità di chiedere ciò di cui si ha bisogno accresce l’autostima e, reciprocamente, una buona autostima fa diventare più probabile chiedere il rispetto dei propri diritti.

 

Dott. Alessandro Centini

Psicologo- psicoterapeuta

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