Winter depression: che cos’è la depressione invernale?

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Proviamo ad immaginare una scena che si ripete immutata nei giorni invernali e che dovrà protrarsi nei prossimi mesi: la sveglia suona e fuori è freddo, la sveglia suona e a volte fuori piove, diluvia. La voglia di scendere dal letto è nulla. E doversi vestire in pieno inverno aggiungendo strati su strati non aiuta. Sono immagini di ordinaria tristezza da maltempo e l’umore si fa sempre più nero.  Si tratta di uno stato di malessere che accomuna molte persone e questo perché il meteo ha effetti inequivocabili sull’umore.

Gli individui più sensibili ai cambiamenti climatici sono, generalmente, quelli che risultano essere più instabili a livello emotivo. Anche se a pochi piace il cattivo tempo.
In effetti si tratta di disturbi a livello del sistema neurale e ovviamente, la depressione da maltempo è solo una delle manifestazioni di una situazione medica più profonda e radicata del paziente. Ma è innegabile che le giornate cupe, grigie e fredde esercitino un’influenza negativa su molti di noi. E infatti questo problema è ben conosciuto nei Paesi del Nord: da alcuni studi sul rapporto esistente tra la luce del giorno e l’umore è emerso come in Scandinavia, dove le ore di luce in inverno sono poche, ci sia un indice molto elevato di soggetti affetti da depressione. Numeri molto più elevati rispetto ai nostri.

A livello scientifico questa problematica viene chiamata Winter Depression o Seasonal Affective Disorder (disordine affettivo stagionale) e si indica con la sigla SAD. I tipici sintomi sono stati delineati come costante malinconia e tristezza, difficoltà a concentrarsi, ansia nell’affrontare i compiti di tutti i giorni, voglia di mangiare in continuazione.

-Come possiamo migliorare questa situazione?

Innanzitutto non dobbiamo mai dimenticare l’importanza della luce, e quindi, dei raggi solari. La mancanza di luce è una delle primarie cause di depressione in questo periodo. I raggi solari infatti hanno un ruolo importante nel controllare l’attività endocrina, come anche il sonno e la fame. Dopo la sveglia, è indispensabile aprire le imposte anche se fuori le temperature sono gelide. E’ importante dedicarsi dei momenti personali nel silenzio della mattina o far arieggiare la stanza e respirare l’aria fresca del mattino. E’ importante non sottovalutare la routine dei pasti: soprattutto la colazione, lo sappiamo, è indispensabile per iniziare al meglio la giornata. Un consiglio da seguire è quello di apparecchiare la sera prima la tavola con tutto l’occorrente, così da non dover fare le cose di fretta la mattina. E’ utile anche aumentare, senza strafare, l’attività fisica: non serve trascorrere ore in palestra, basta una passeggiata in pausa pranzo per respirare aria fresca e ossigenare il cervello. Questo perché spesso essere chiusi in casa può aumentare gli stati di tristezza. Anche questi momenti casalinghi quindi devono essere resi più piacevoli facendoli diventare una dolce coccola: leggere un bel libro mentre fuori piove, cucinare una torta che profuma tutta la stanza, dedicarsi a lavori manuali per decorare la casa. Sostanzialmente aiuta prendere la vita con più calma.

Chi sono i soggetti colpiti?

Poche ore di luce a causa del cambio dell’ora, temperature rigide che costringono a vestirsi pesanti, pioggia, nebbia e umidità e il colore grigio della città non aiutano certo le persone ad essere felici. Pare che ad essere maggiormente colpite dalla depressione stagionale siano le donne e coloro che abitano al nord e nei piccoli centri urbani. Chi ne soffre lamenta episodi continui di ansia, perdita di energia, ritiro sociale e letargia, difficoltà a concentrarsi e aumento dell’appetito. Prima che questa sensazione si trasformi in una malattia è importante farsi forza e seguire questi suggerimenti. Questo insieme di fattori che potrebbe sembrare comune allo stato d’animo di molte persone, in realtà quando è radicato nella personalità, porta alla superficie un malessere ben più profondo nell’individuo. Sono tutti sintomi che con il maltempo emergono con più forte evidenza, accentuando il senso di malinconia, ma che in fondo stanno ad indicare una particolare forma di apatia del depresso che spesso non ha voglia di fare e che trova anche nel cattivo tempo atmosferico una scusa per rinchiudersi in casa. Ci sono poi persone particolarmente sensibili come i meteoropatici che, all’incirca un paio di giorni prima dell’arrivo di una perturbazione climatica, presentano diversi sintomi a livello psicosomatico. Si può andare dall’ipertensione all’aumento della depressione, al mal di testa, al desiderio di rimanere in casa. Sono frequenti i disturbi dell’umore, l’irritabilità e problemi cardiovascolari. Si tratta di situazioni che colpiscono anche le persone solitamente prive di problemi.

Quindi non si tratta solo di un atteggiamento culturale che ci fa dire: “Con questo tempo non ho voglia di fare nulla”. Si tratta di una vera e propria inclinazione biologica che è alla radice di alcune condizioni cliniche come la depressione. Gli studi dimostrano che queste sono regole generali che non colpiscono tutti allo stesso modo e vari dati in letteratura suggeriscono come alcuni siano veri e proprio “drogati” di Sole e caldo estivo; qualcun altro, invece, sia il tipo che odia la pioggia e proprio non sopporta gli sbalzi di temperatura e il grigiore del cielo plumbeo. Quale che sia il disagio o la preferenza, è indubbio che ci sia un legame profondo tra clima e umore. E spesso, in questi casi, l’aiuto di uno psicoterapeuta può aiutare ad affrontare e superare i sintomi depressivi.

Dott. Alessandro Centini

Psicologo/psicoterapeuta

 

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