Categoria: Psicologia

Gaffe e figuracce: come evitarle?

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Il rischio di fare gaffe attraverso considerazioni offensive, confidenze inopportune e domande indiscrete è sempre dietro l’angolo. Chi parla non ha nessuna intenzione di ferire l’altro, però lo fa. Perché dà per scontato che l’informazione in suo possesso sia conosciuta da tutti. Ma soprattutto parla senza pensare alle conseguenze delle sue frasi.
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Come vincere la paura di volare

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Generalmente la paura di volare si può annoverare tra i disturbi d’ansia. Ogni passeggero o aspirante tale ha la propria storia: per es. a volte basta la morte di un amico in un incidente d’auto, un viaggio in aereo con qualcuno che ci contagia con la paura dell’alta quota o un sogno in cui precipitiamo da un aereo per scatenare il terrore del volo.
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Ipocondria: paura di ammalarsi che diventa ossessione

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Ipocondria deriva dal termine greco hypochondrion , con cui i Greci definivano la parte superiore del ventre posta sotto (hypo) la cartilagine costale (chondros): lì ci sono a destra fegato e cistifellea, al centro stomaco e apparato digerente e a sinistra la milza; e poiché vi si concentrano la maggior parte dei dolori, lì si pensava avesse sede la malattia.
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Ludopatia: una dipendenza molto pericolosa

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La ludopatia è considerata a tutti gli effetti un disturbo psicologico, in cui intervenire fin dai primi segnali di problematicità connessa al gioco aumenta le possibilità di risolvere il problema in tempi brevi, evitando di complicare la situazione personale e familiare con contrasti relazionali scatenati dalla dipendenza e dalle perdite economiche conseguenti, peggioramento del benessere psicofisico globale, difficoltà lavorative e, talvolta, problemi con la giustizia. Secondo il Ministero della Salute (2012) sembrerebbe che in Italia su una popolazione di 60 milioni di persone il 54% sarebbero dei giocatori d’azzardo e che la stima dei giocatori d’azzardo problematici vari dall’1,3% al 3,8% della popolazione generale, mentre la stima dei giocatori d’azzardo patologici vari dallo 0,5% al 2,2%.

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Come gestire la paura dopo Parigi?

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Dopo gli attentati di Parigi, non solo per i familiari delle vittime, ma per la popolazione europea in generale ci sono state conseguenze psicologiche rilevanti, ed è apparsa  una paura che si manifesta anche nei comportamenti quotidiani e rischia di condizionare la nostra vita. I continui allarmi correlati alla paura di essere vittime di un attacco terroristico sembrano aumentare le risposte cariche di tensione, addirittura i comportamenti isterici (l’ultimo episodio si è verificato alla stazione Termini di Roma). Ciò crea sempre più ansia, paura e insicurezza, creando vissuti d’impotenza e facendoci percepire il mondo esterno sempre più incontrollabile. Il tutto è unito alla sensazione che lo Stato non dia risposte ai continui furti, alle violenze private, alla presenza di immigrati e nomadi nelle nostre città, fonte continua di tensione.
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Amore, che sofferenza!

mal damorePerché il “mal d’amore” ci procura tante sofferenze?

 Dall’ antichità fino ai nostri giorni non è cambiato molto in tema di sofferenza d’amore. Ma perché chi soffre d’amore va incontro a sofferenze fisiche e emotive, anche a rischio della salute? E perché questo è valido per tutti, dalle persone più emotive a quelle più razionali? È abbastanza recente la scoperta che essere lasciati attiva le stesse aree cerebrali del dolore fisico, ovvero la corteccia cingolata anteriore. Ma perché il nostro cervello considera equivalenti il dolore sociale e quello fisico? Perché anche l’esclusione sociale può essere pericolosa per la nostra sopravvivenza. Infatti da piccolo l’uomo necessita dei genitori per avere cibo e protezione e da adulti essere esclusi dal gruppo può essere altrettanto pericoloso, in una società di cacciatori- raccoglitori quali eravamo agli albori della civiltà. Perciò, la rottura dei rapporti va evitata proprio come i dolori fisici, perché nella nostra memoria ancestrale avvertiamo che mette a rischio la vita.
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Geni si diventa!

genialitaSecondo uno studio della Cambridge University il talento senza applicazione non conta nulla, infatti, la genialità sarebbe composta da una scintilla, una buona conoscenza e tanto lavoro. In conclusione questo studio afferma che la genialità non è una dote innata. Per diventare grandi scienziati o grandi musicisti o dei campioni nello sport servono un minimo di predisposizione, ottimi insegnanti, e la ferrea volontà di diventare i migliori. Se siete tra coloro che ammirano sconsolati i capolavori dei grandi, siano essi scrittori, pittori, scienziati, o sportivi, pensando che competere con la loro eccellenza sia impossibile, non disperate perché essere un genio non è solo questione di nascita e quindi di fortuna: la genialità può essere coltivata giorno dopo giorno, lavorando sodo e impegnandosi con dedizione.
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Infatuazione: è vero amore?

Infatuazione

Quali sono le principali differenze tra vero e proprio innamoramento e una semplice infatuazione? Cosa succede ad una coppia in cui le caratteristiche e i lati del carattere del partner che ci hanno fatto innamorare col tempo, nel rapporto, diventano addirittura insopportabili? Perché quelle cose che ci hanno provocato affetto, attrazione, arrivano a suscitare rancore?
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